Lottare contro il male qui ed ora

Foto di Sophie Laurent su Unsplash
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1 luglio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 8,28-34 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù, 28giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
30A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». 32Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
33I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. 34Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.


Il brano evangelico di oggi ci narra di un episodio che coinvolge Gesù in un territorio pagano, sull’altra riva del lago di Tiberiade nel paese dei Gadareni. Si tratta di un racconto strano il cui senso profondo forse ci sfugge. Una pagina in cui Gesù confrontandosi con il male dice una sola parola: “Andate!”.  Una parola decisiva con la quale Gesù acconsente alla richiesta dei demoni di spostarsi dai due uomini alla mandria di porci, animali impuri per gli ebrei, e quindi un’ulteriore prova che siamo in territorio pagano. 

Scrive Sun Tzu nel celebre manuale L’arte della guerra: “Un esercito accerchiato deve avere una via di scampo; se è ridotto alla disperazione non va schiacciato”. In questa pagina Gesù lascia una via di fuga: il suo scopo è liberare quegli uomini facendo in modo che il male nuoccia il meno possibile. Questo dovrebbe essere di esempio anche per noi. 

Tante volte noi siamo animati da un sacro zelo che vorrebbe eliminare il male, ogni male, alla radice. Questo atteggiamento finisce sempre per generare un male ancora peggiore: farci diventare fanatici intolleranti, animati dalla presunzione di avere ragione, di vedere e conoscere meglio degli altri. Invece il nostro compito dovrebbe essere quello di affrontare il male nel qui e ora, nel nostro piccolo, con tante piccole battaglie che il più delle volte avvengono dentro di noi e nel nostro quotidiano. Un atteggiamento che, senza scendere a compromessi con il male, ha fiducia che sia il compito di Dio affrontare il male assoluto. È quello che fa Gesù. La sua sola presenza provoca la reazione dei demoni che hanno trasformato quei due uomini in simil-morti che vivono nei sepolcri. Egli si occupa di loro, guarisce loro, non la massa dei demoni che li abitano.

Ma questa è una pagina che non ha paura di mostrarci anche il fallimento di Gesù. “Tutta la città uscì incontro a Gesù: quando videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio”. Evidentemente il danno economico della perdita della mandria dei porci non era paragonabile al guadagno di due concittadini. La conversione, la vittoria contro i nostri piccoli mali ha sempre un prezzo che si deve essere disposti a pagare. Accogliere Gesù nella propria vita non garantisce una vita indolore, e il confronto con il male che ci abita non ci verrà risparmiato. A noi viene chiesto di affrontarlo volta per volta, avendo la speranza certa che nella nostra lotta sia Lui a lottare.

fratel Raffaele