Il lavoro della fraternità
Tutti i membri della fraternità lavorano, guadagnandosi da vivere con le proprie mani come tutti gli altri uomini e sull’esempio degli Apostoli e dei Padri
Tutti i membri della fraternità lavorano, guadagnandosi da vivere con le proprie mani come tutti gli altri uomini e sull’esempio degli Apostoli e dei Padri
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Il lavoro agricolo ha fin dagli inizi accompagnato il cammino della nostra Fraternità. Nell’avvicendarsi delle stagioni, i tanti frutti della terra ci dicono la benedizione di Dio sul nostro lavoro e segnano i ritmi della nostra vita comunitaria. Il lavoro agricolo ci permette anche di sentirci in solidarietà con quanti nella nostra zona faticano lavorando la terra, e ci permette di apprezzare al pieno il sapore dei suoi frutti. Il lavoro della terra diventa così benedizione, eucaristia, ringraziamento.
Nel ripensare il 2025 che volge al termine, desideriamo innanzitutto ringraziare il Signore nel fare memoria di due persone care che quest’anno sono tornate alla casa del Padre: l’arcivescovo ✝ Settimio Todisco, che con la sua paterna benevolenza ha incoraggiato e sostenuto i primi passi della fraternità in terra pugliese, e Maria Zaccaria, amica di lunga data.
Il 2024 si è aperto con l‘arrivo di fr. Vincenzo, che si aggiunge agli altri fratelli: fr. Davide, fr. Giandomenico, fr. Giuseppe e fr. Norberto. Per lui in realtà si tratta di un ritorno: aveva già trascorso tre anni a Ostuni. La grande sfida per la fraternità è vivere i cambiamenti di questi ultimi anni come occasione di crescita, di cura reciproca e di nuovo slancio.
“Non siamo qui per festeggiare! Tanto meno per gloriarci di una realizzazione nostra. Vorremmo invece non perdere un’occasione per esercitarci a mettere in pratica l’invito di Paolo (cf. Col 3,15): rendere grazie, per quello che il Signore ha fatto per noi in questi venticinque anni; per rendergli grazie della sua fedeltà, che è passata anche attraverso la nostra pochezza e le nostre contraddizioni”.