25 febbraio 2025
Gesù, l’incarnazione del Dio d’Israele che “allontana da noi le nostre colpe come l’Oriente è lontano dall’Occidente” (Sal 103), è venuto tra noi a fare misericordia e a chiedere, a chi voleva seguirlo, di fare a sua volta misericordia a chiunque gli avesse fatto torto, per vivere la beatitudine dei misericordiosi (cf. Mt 5,7). Infatti Gesù è venuto non per i giusti, ma per i peccatori (cf. Mt 9,13), facendo suo ciò che Dio aveva detto per bocca del profeta Osea: “Voglio misericordia e non sacrifici” (Os 6,6).
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24 febbraio 2025
Continua il racconto in parabole con cui Gesù parla alle folle e soprattutto ai suoi discepoli, parabole che ci raccontano l’agire di Dio, il suo entrare nella nostra storia, che vogliono farci capire quella realtà dirompente che è il Regno di Dio: l’incontro con il Signore, con la sua promessa di vita fin d’ora.
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22 febbraio 2025
Il testo di oggi prende spunto dalla parabola della zizzania nel campo raccontata nei versetti 24-30 nel contesto del discorso in cui l’evangelista Matteo ci parla “in parabole” del Regno di Dio. Parabole che ci invitano a pensare, a compiere un cammino, un itinerario confrontandoci con immagini della realtà, concrete, vive, quotidiane.
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21 febbraio 2025
Che cos’hanno in comune un seme di senape e un pugno di lievito? Essenzialmente due caratteristiche, strettamente connesse tra loro. Da una parte sono entrambi realtà poco appariscenti, piccole e umili; dall’altra, sono realtà destinate a restare nascoste, anzi a scomparire rispetto a qualcos’altro che dovrà/potrà emergere dopo di loro e anche grazie a loro.
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20 febbraio 2025
Ci sono domande nella vita a cui non viene data risposta e questo accade anche nel dialogo con il Signore. Una delle domande che non trovano risposta è quella del male in tutte le sue forme. Di fronte a questo mistero che pure ben conosciamo e sperimentiamo dentro di noi e fuori di noi, i nostri perché si perdono nel silenzio e un’altra domanda ci raggiunge: “Tu, come reagisci dinanzi al male? Dinanzi alla zizzania, alla cattiveria, al male, alla sofferenza? Come vivi quella “dolce speranza” (Sap 12,19) che il Padre ha posto nel cuore dei suoi figli?
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19 febbraio 2025
Oggi ascoltiamo la spiegazione che Gesù dà ai suoi discepoli della parabola del seminatore, e già qui abbiamo uno spunto per la nostra meditazione: noi possiamo comprendere la Parola ascoltando Gesù, la parola fatta carne, colui che è la chiave ermeneutica, interpretativa, delle Scritture.
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18 febbraio 2025
Tra la parabola del seminatore (o, meglio, del seme) e la sua spiegazione Matteo pone questo brano che rivela il motivo per cui Gesù usa le parabole nella sua predicazione. Le parabole – così come i sogni, le visioni, i mimi profetici hanno immagini tratte dalla vita e dal lavoro di tutti i giorni: la massaia, il pescatore, l’agricoltore, il falegname, il sarto, il vignaiolo… ma anche la prostituta e gli sfruttatori del suo corpo, attivi e passivi, come pure i potenti abusatori – servono a narrare in termini noti una verità altrettanto reale ma meno visibile.
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17 febbraio 2025
Le immagini del Padre che Gesù ci rivela sono sempre disarmanti perché ci parlano di un Dio senza misura, senza calcolo, che ci è vicino sempre e nulla di noi lo allontana da noi, neanche il nostro peccato, la nostra infedeltà, la nostra incapacità di cambiare e camminare dietro a lui. Sì, Gesù ha imparato dal Padre che in ciascuno di noi c’è anche e sempre quel terreno buono che porta e porterà frutto.
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15 febbraio 2025
“A questa generazione non sarà dato alcun segno” – tronca netto Gesù. Perché un rifiuto così categorico? Secondo Matteo e Luca, egli avrebbe almeno offerto sé stesso come segno, la propria morte e resurrezione (Mt 16,4; Lc 11,29). Qui invece proprio nulla, “alcun segno”, senza possibilità di appello: “Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva”.
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14 febbraio 2025
I santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo, “apostoli degli Slavi” del IX secolo, di cui oggi facciamo memoria, hanno incarnato fedelmente nelle loro esistenze le indicazioni semplici e audaci che Gesù rivolge ai settantadue discepoli missionari. Gesù non vuole che il gruppo dei dodici diventi un circolo magico, un’élite di “amiconi”. Allarga gli orizzonti, condivide e spande potere, suscita carismi fino ad avvolgere il mondo intero con il suo evangelo. Nessuno può considerarsi escluso.
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13 febbraio 2025
Gesù lascia la Galilea e intraprende il viaggio verso la regione di Tiro; entra in una casa, sperando nascondimento e riposo in una terra straniera e pagana. Contemporaneamente una donna di lingua greca, siro-fenicia, pagana, intraprende il viaggio verso di lui, poiché la sua fama aveva varcato i confini (cf. Mc 3,7-8). Due cammini si incrociano.
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11 febbraio 2025
Sappiamo che la vita è fatta di priorità: stabilire un ordine tra i valori da custodire e le pratiche da osservare è importante perché la nostra vita sia coerente con le nostre convinzioni. Basta questo perché essa sia bella, buona e giusta? Il vangelo di oggi ci suggerisce una risposta sfumata.
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12 febbraio 2025
L’impuro che contamina, che espone a un rapporto pericoloso e nocivo con ciò che è santo, non viene da fuori ma da dentro. Perché di fronte all’umanità, altrui e propria, siamo esposti al rapporto con il Santo per eccellenza.
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10 febbraio 2025
Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro, sono nei vangeli figure dell’ascolto, dell’accoglienza della Parola e dell’ospitalità. L’incontro si fa servizio, diakonía, cura materiale, dedizione, in uno slancio generoso di affaccendata ospitalità, che però dev’essere costantemente “sorvegliato” perché non degeneri in un affaccendarsi che diviene affanno e agitazione (cf. v. 41).
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