23 ottobre

AMBROGIO (1812-1891) E GLI STARCY DI OPTINA
monaci

Le chiese ortodosse ricordano oggi Ambrogio, forse il più grande degli starcy di Optina.
Uomo di vivo ingegno, Aleksandr Michajlovič Grenkov (nome di battesimo del futuro starec) era stato costretto fin dalla giovinezza a ridurre notevolmente le attività a cui pure si sentiva portato, a causa dell'estrema instabilità della sua salute. Indirizzato dal proprio padre spirituale alla vita monastica nell'eremo di Optina, Ambrogio fece conoscenza degli altri due grandi starcy di quel monastero: Leonida (1763-1841) e Macario (1788-1860), dei quali divenne discepolo. Attraverso la sofferenza assunta nella preghiera, Ambrogio imparò a conoscere se stesso e a scoprire nel profondo del suo cuore i segreti della natura umana e il cammino verso la riconciliazione con Dio. Convinto che la potenza di Dio si rivela soprattutto nella debolezza, egli divenne un padre spirituale di grande dolcezza, e impiegò il proprio discernimento non per giudicare gli altri, ma per con-soffrire con loro. Amava ripetere, parafrasando l'apostolo Paolo: « È la bontà di Dio che ci spinge alla conversione».
Divenuto padre spirituale del monastero alla morte di Macario, Ambrogio si adoperò per promuovere l'impegno di tutti i cristiani a sostegno degli ultimi e degli emarginati del suo tempo. La sua figura ispirò ampiamente la letteratura russa, da Dostoevskij a Tolstoj, e di lui fu detto: «Da Ambrogio un insondabile abisso di carità si effonde su ogni uomo». Morì la sera del 10 ottobre 1891, e sulla sua lapide i discepoli posero a suggello della sua vita: «Mi sono fatto debole con i deboli per guadagnare i deboli. Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ogni uomo».


TRACCE DI LETTURA

Tu preghi sempre il Signore perché ti dia l'umiltà. Ma come si può ottenere l'umiltà conducendo una vita così comoda? Se nessuno ti toccasse e tu restassi tranquilla, come potresti riconoscere la tua cattiveria? Come potresti vedere i tuoi vizi? Ti affliggi perché, secondo te, tutti cercano di umiliarti. Se cercano di abbassarti, significa che vogliono renderti umile: e sei tu stessa che chiedi a Dio l'umiltà. Perché allora affliggerti per le persone? Ti lamenti per l'ingiustizia della gente che ti circonda, per il loro atteggiamento verso di te. Ma se aspiri a regnare con Gesù Cristo, allora guarda a lui, come si è comportato con i nemici che lo circondavano: Giuda, Anna, Caifa, gli scribi e i farisei che volevano la sua morte. Egli non si lamentò dei nemici che agivano ingiustamente verso di lui, ma in tutte le terribili sofferenze inflittegli vedeva solamente la volontà del Padre, che aveva deciso di seguire e che seguì fino all'ultimo respiro. Egli vedeva che questi agivano ciecamente, per ignoranza, e perciò non li odiava ma pregava: «Signore, perdonali perché non sanno quello che fanno».
(Ambrogio di Optina, Lettere)


PREGHIERA

Adempiendo il comandamento
del Pastore dei pastori,
hai ereditato
la grazia dello starcestvo,
immedesimandoti con il cuore
in tutti quelli che con fede
accorrevano a te;
e anche noi tuoi figli
con amore ti acclamiamo:
santo padre Ambrogio,
prega Cristo Dio
di salvare le nostre anime.


LETTURE BIBLICHE
Eb 13,7-16; Lc 6,17-23


LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Servando e Germano di Mérida (?), martiri (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (13 bābah/ṭeqemt):
Zaccaria di Scete (IV-V sec.), monaco (Chiesa copto-ortodossa)
Pelagia la Penitente (IV-V sec.), vergine (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Johannes Zwick (+ 1542), poeta a Costanza e in Svizzera

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Giacomo, fratello del Signore, ieromartire e apostolo
Ambrogio di Optina, monaco
Sinassi dei santi di Volinia (Chiesa russa)

VETEROCATTOLICI:
Giacomo il fratello del Signore, martire

22 ottobre

LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Cosma e Damiano (+ 303 ca), martiri (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (12 bābah/ṭeqemt):
Matteo, apostolo ed evangelista

LUTERANI:
Jeremias Gotthelf (+ 1854), parroco e poeta in Svizzera

MARONITI:
Marco (II sec.), vescovo di Gerusalemme

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Abercio di Gerapoli (III sec.), uguale agli apostoli e taumaturgo
I 7 bambini di Efeso (+ 250 ca)
Stefano il Cieco (+ 1477), monarca serbo (Chiesa serba)

21 ottobre

LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Nunilone e Alodia di Huesca (+ 851), vergini e martiri (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (11 bābah/ṭeqemt):
Demetrio (+ 230 ca), 12° patriarca di Alessandria (Chiesa copto-ortodossa)
Eumene (+ 143 ca), patriarca di Alessandria (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Elias Schrenk (+ 1913), predicatore del Risveglio nella Germania meridionale

MARONITI:
Ilarione il Grande (+ 371), eremita, e Malco, monaco

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Ilarione il Grande, monaco
Giovanni di Galeş, presbitero e martire, e Mosè Măcinic di Sibiel, confessore (XVIII sec.)
Sofronio di Cioara, Bessarione Saraj e Oprea (XVII-XVIII sec.), martiri (Chiesa romena)

20 ottobre

MARTIRI EBREI DEI POGROM IN RUSSIA (+ 1905)

Nell'ottobre del 1905 scoppiano numerosi pogrom contro gli ebrei in varie parti della Russia. Le stesse autorità civili, con la partecipazione dell'esercito, della polizia locale e di delinquenti comuni organizzano spedizioni punitive contro la popolazione ebraica. Per tre giorni negozi e case degli ebrei sono saccheggiati e distrutti senza sosta. Ad Aleksandrovsk, 7 ebrei sono sgozzati e 46 feriti gravemente. A Mariupol sono in 22 a essere trucidati. A Jusovka, 12 uomini sono massacrati, un centinaio feriti o mutilati barbaramente. Così in molti altri distretti della Russia. Le azioni più truculente sono compiute a Bogopol, a Golta, a Olviopol e a Tomsk. Lo stesso termine pogrom, che significa «distruzione, devastazione», è coniato dalle popolazioni di lingua russa in epoca zarista per parlare delle incursioni contro gli ebrei organizzate dai cristiani con il pretesto di vendicare la crocifissione di Gesù.


TRACCE DI LETTURA

I soldati, per saccheggiare agevolmente il suo negozio, han legato il vecchio ebreo ai chiodi appesi al muro. La moglie e il bambino lo aspettano in un luogo sicuro. Egli ha freddo. Il suo dolore gli fa salmodiare un cantico. Ma i soldati, umiliati dal fervore dei suoi occhi socchiusi e della sua voce tremolante, desiderano un supplizio con cui lenta sarà la stia morte, per vincere nella sua carne /o spirito puro del sognatore... Gli bruciano i capelli, gli arpionano le pallide mani: un capo si accosta per sentirlo rantolare, e la sua frusta sferza gli occhi al moribondo. Ma lui pensa a coloro che senza timore se ne andranno verso l'Eden, verso Sion, verso la montagna santa, e pregheranno Adonai con il loro cuore umile e buono.
(Hern Marx in E. Fleg, Anthologie juive. Des origines à nos jours)


LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Irene del Portogallo (VI sec.), vergine e martire (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (10 bābah/ṭeqemt):
Sergio (+ 300 ca), compagno di Bacco, martire (Chiesa copta)

LUTERANI:
Karl Segebrock e Ewald Ovir (+ 1896), missionari e testimoni fino al sangue in Africa orientale

MARONITI:
Challita (Artemio) (+ 362), martire

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Artemio, megalomartire
Giuseppe il Presbitero (+ 1762) (Chiesa georgiana)

19 ottobre

PAOLO DELLA CROCE (1694-1775)
presbitero

Nel gennaio del 1694 nasce a Ovada, in provincia di Alessandria, Paolo Danei, meglio conosciuto come Paolo della Croce, presbitero e fondatore dei Passionisti. Uomo di estrema sensibilità, capace di grande fervore come di forti depressioni, egli trovò grazie a una fede alimentata dall'ascolto delle Scritture una solidità che crebbe attraverso le tante prove della vita. Paolo conobbe infatti la morte prematura di nove dei suoi quindici fratelli, ma soprattutto dovette faticare a lungo per realizzare la propria vocazione, che pure aveva percepito con chiarezza fin dall'età di 23 anni. Egli aveva avvertito, infatti, già nel 1717 di essere chiamato a vivere nella solitudine, per condurre una vita penitente e di grande povertà. Di lì a poco maturò in lui anche la convinzione di dover riunire alcuni compagni per condividere con loro la ricerca di Dio in comunità, ed egli scrisse una regola a tal fine. Sostenuto dal vescovo locale, ma spesso non compreso nelle sue più autentiche intenzioni, Paolo vide riconosciuta la sua forma di vita soltanto nel 1741, quando fu approvata la congregazione dei Passionisti. Essi si caratterizzarono per la loro vita appartata in case denominate «ritiri» e per la loro assidua meditazione del mistero della passione del Signore; solo la contemplazione del mistero pasquale di Cristo poteva infatti consentire, secondo Paolo, di passare dal timore del giudizio divino alla fiducia nella sua misericordia. È a partire da questo primato della «parola della croce» nella vita interiore che Paolo della Croce, sulle tracce di Paolo di Tarso, annunciò il vangelo come «parola della riconciliazione», attraverso l'esercizio della paternità spirituale e la predicazione, che lui e i suoi compagni assunsero come fine apostolico, non avendo ottenuto l'approvazione a ordine monastico né quella a congregazione con voti solenni.
Paolo della Croce morì il 18 ottobre 1775.


TRACCE DI LETTURA

Quando lo Sposo divino vi mostra il seno della divina sua carità, cadete d'amore ai suoi piedi, tacete e amate, anzi vivete una vita tutta d'amore, vita divina e santa. Com'è dolce cadere in questo modo! Anche Maria Maddalena, innamorata impenitente, nel vedere il dolce Gesù cadeva d'amore ai suoi piedi divini. Oh, dolce caduta! Ai suoi piedi amava e taceva, e udiva la santissima parola di Gesù, e ardeva d'amore. L'amore parlava più con il silenzio che con la lingua: così vuole lo Sposo che facciate anche voi.
Oh, quanto vi raccomando quella divina solitudine, quel sacro deserto, di cui tanto vi ho parlato. Oh, quanto vi prego di star serrata in tal deserto, occulta a tutti! Non vi scordate di far vostre le pene dell'Amato. L'amore è vita intima che fa proprie le pene del diletto, che è l'amabile Salvatore.
Pongo il vostro cuore nel sangue prezioso di Gesù, anzi lo pongo nello stesso dolcissimo cuore di Gesù, affinché lo bruci, consumi, s'incenerisca in quelle sacre, fiamme. Gesù vi faccia tanto santa quanto vi desidero, e vi benedica.
(Paolo della Croce, Lettere alle religiose)


PREGHIERA

O Padre, che hai ispirato
a san Paolo della Croce
un grande amore
per la passione di tuo Figlio,
fa' che sorretti dal suo esempio
e dalla sua intercessione
non esitiamo
ad abbracciare la nostra croce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURE BIBLICHE
1 Cor 1,18-25; Mi 16,24-27


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Henry Martin (+ 1812), traduttore delle Scritture, missionario in India e Persia
Fridesvida (VII-VIII sec.), badessa di Oxford

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, presbiteri, e compagni (+ 1642-1646), martiri
Paolo della Croce, presbitero (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (9 bābah/ṭeqemt):
Liberio I (+ 366), papa di Roma (Chiesa copta)
Tommaso, apostolo (Chiesa etiopica);

LUTERANI:
Ludwig Schneller (+ 1896), evangelizzatore in Palestina

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Gioele (V-IV sec. a.C.), profeta
Varo d'Egitto (+ 307 ca), martire

18 ottobre

Leggi tutto: 18 ottobre

LUCA
evangelista

Luca, autore del terzo vangelo e degli Atti degli Apostoli, era probabilmente siro di Antiochia, di origine pagana e medico. L' apostolo Paolo nelle sue lettere parla di lui come di un compagno assai caro, che resta al suo fianco durante le due prigionie romane; tutto lascia pensare che sia stato suo compagno durante il secondo e il terzo viaggio missionario. L'origine pagana non fece dimenticare a Luca che la salvezza ha origine in Gerusalemme e che è la città santa il luogo dove si deve realizzare questa salvezza: là è iniziato il vangelo, là terminerà la vicenda storica di Gesù e di là prenderà le mosse la missione universale degli apostoli, dalla Giudea alla Samaria fino ai confini della terra. Da vero scriba della misericordia di Cristo, Luca sottolinea a più riprese l'amore di Gesù per i peccatori e la grandezza del suo perdono. In Gesù trovano visibilità le «viscere di misericordia» di Dio verso i poveri e gli umili, mentre ai ricchi e ai superbi è riservato un duro monito. A tutti comunque è rivolto l'invito alla conversione, che comporta una scelta radicale di povertà e di abbandono in Dio. Per Luca è lo Spirito santo il protagonista di questo ritorno al Padre, e l'invocazione dello Spirito è la preghiera per eccellenza che non dobbiamo stancarci mai di rivolgere a Dio, sull'esempio di Gesù. Tradizioni diverse e spesso non conciliabili circondano gli ultimi anni della vita di Luca: anche se riceverà il titolo di martire, è più probabile che sia morto in età avanzata di morte naturale, in Beozia, dopo aver evangelizzato l'Acaia.


TRACCE DI LETTURA

L 'opus proprium della comunità cristiana è il suo compito di annunciare al mondo il vangelo; essa è comunità missionaria. Attraverso testimoni sempre numerosi e sempre nuovi, agli uomini deve essere recato l'annuncio che Dio si è curato del mondo e l'ha soccorso, che perciò il mondo non è abbandonato a se stesso, ma è amato, salvato, custodito, governato da Dio, è condotto verso la sua salvezza, e dunque tutto ciò che in esso accade - l'intera vita umana, con tutta la sua problematicità e le sue triboazioni, il peccato, la colpa e la miseria, anzi la vita intera del creato - va rapidamente incontro alla rivelazione di ciò che Dio ha già compiuto in suo favore. La comunità deve proclamare al mondo la libera grazia di Dio e lo deve fare annunciando che questa è la speranza che le è data. Essa deve dire che Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è il salvatore del mondo che è venuto e ritornerà. Questo è l'annuncio del regno di Dio. Questo è il vangelo.
(K. Barth, Dogmatica ecclesiale III,4,579-580)


PREGHIERA

Dio di misericordia,
tu hai scelto Luca per rivelare
con la predicazione e con gli scritti
il mistero
della tua predilezione per i poveri:
fa' che i cristiani siano un cuore solo
e un'anima sola,
ripieni della tua gioia,
e che tutte le genti
vedano la tua salvezza,
Gesù Cristo, nostro Signore.


LETTURE BIBLICHE
2Tim 4,9-17; Lc 1,1-4

>LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Luca, evangelista

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Luca, evangelista

COPTI ED ETIOPICI (8 bābah/ṭeqemt):
Maṭrā di Alessandria (+ 250 ca), martire (Chiesa copta)

LUTERANI:
Luca, evangelista

MARONITI:
Luca, evangelista

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Luca, apostolo ed evangelista
Pietro (+ 1326), Alessio (+ 1378), Giona (+ 1461), Filippo (+ 1569) ed Ermogene (+ 1612), taumaturghi di Mosca (Chiesa russa)

SIRO-ORIENTALI:
Luca, evangelista (Chiesa malabarese)

VETEROCATTOLICI:
Luca, evangelista

 

17 ottobre

Leggi tutto: 17 ottobre

IGNAZIO DI ANTIOCHIA (+115 ca)
pastore e martire

Le chiese d'occidente ricordano oggi Ignazio, detto Teoforo (portatore di Dio), secondo successore di Pietro sulla cattedra di Antiochia e morto martire attorno al 115. Di lui conosciamo soltanto il viaggio conclusivo verso il martirio, che egli nella sua grande fede trasformò in un cammino di sequela di Cristo, il Signore crocifisso ma trionfatore del male e della morte. Inviato a Roma per essere dato in pasto ai leoni, a ogni tappa del suo viaggio Ignazio fu salutato con affetto e rispetto dai cristiani, ai quali si prodigò fino all'ultimo di far pervenire incoraggiamenti mediante lettere che sono restano tra le più belle esortazioni alla fedeltà al vangelo di tutta la letteratura cristiana. Profondamente convinto della piena umanità e divinità di Cristo, Ignazio difese strenuamente la realtà dell'incarnazione del Verbo, rendendo testimonianza alla resurrezione attraverso il proprio martirio, accolto in piena libertà e con un amore vibrante. Venuto a sapere che i cristiani di Roma cercavano di strapparlo alla morte, impedendogli così di rispondere alla voce che lo esortava dal suo intimo a tornare al Padre, Ignazio scrisse loro pagine ardenti che testimoniano il suo desiderio di imitare la passione del suo Dio, di essere cibo delle belve per diventare pane puro di Cristo. Ignazio fu abitato dalla sollecitudine per l'unità della chiesa, unità che trova il proprio sacramento nell'eucaristia, vera carne di Cristo, e che si struttura attorno al vescovo chiamato a radunare, in armonia con i presbiteri suoi collaboratori il gregge dei fedeli nell'unica chiesa di Cristo. Le chiese d'oriente celebrano la sua memoria il 20 ottobre.


TRACCE DI LETTURA

Scrivo a tutte le chiese e annunzio a tutti che io muoio volentieri per Dio, se voi non me lo impedite. Vi prego di non avere per me una benevolenza inopportuna. Lasciate che sia pasto delle belve per mezzo delle quali mi è possibile raggiungere Dio. Sono il frumento di Dio, macinato dai denti delle fiere per diventare pane puro di Cristo. Allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo. Non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano apostoli, io un condannato; essi erano liberi, io a tuttora uno schiavo. Ma se soffro per Dio, sarò affrancato in Gesù Cristo e risorgerò libero in lui. Il mio eros è stato crocifisso, e non vi è in me un fuoco per le cose materiali, ma un'acqua viva, che parla in me e che dice nel mio intimo: «Ignazio, vieni al Padre».
(Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani 4,1-3 e 7,2)


PREGHIERA

Signore Dio,
Padre della chiesa,
tu ci hai donato in Ignazio,
frumento macinato
per diventare pane puro di Cristo,
un imitatore della sua passione:
concedici di rifugiarci nel vangelo
come nella carne di Gesù
e di vivere fino al dono della vita
la carità che conduce a te, Padre,
benedetto nei secoli dei secoli.


LETTURE BIBLICHE
Fili 3,17-4,1; Gv 12,24-28


PAOLO DI TAMMA (IV sec.)
monaco

Il 17 del mese di bābah, la Chiesa copta ricorda il monaco Paolo di Tamma, «sette volte suicida per amore di Dio».
Originario di Tamma, nella provincia di Asyūṭ, Paolo trascorse buona parte della sua vita facendo l'eremita sulla montagna di al-Ašmūnayn, assieme a un discepolo di nome Ezechiele che fu poi il suo biografo. Le Vite ci raccontano dei numerosi viaggi durante i quali Paolo ebbe modo di conoscere i più noti monaci della regione.
Ciò che tuttavia colpisce nei racconti tradizionali sul monaco di Tamma è che il suo desiderio di essere con il Signore era tale che Paolo si tolse la vita per sei volte per amore di Cristo, e ogni volta questi gliela ridonò. Al termine di queste ripetute «follie», egli avrebbe voluto, secondo il suo biografo, seguire le orme di Cristo morto per i peccatori, ma il Signore gli disse che le dimostrazioni d'amore che aveva fornito erano più che sufficienti.
Le versioni moderne del Sinassario copto hanno eliminato questi racconti, forse perché inspiegabili, o addirittura scandalosi. Tuttavia dietro a questa vicenda altamente inusuale, si cela la convinzione che tra Dio e l'uomo la vera comunione può giungere soltanto attraverso un continuo e reciproco deporre e ridonare la vita l'uno per amore dell'altro.
Paolo morì il 7 di bābah di un anno imprecisato del IV sec., ed è sepolto nel monastero di Anba Bishoi, accanto a Bishoi di Scete, al quale era legato da un'amicizia che li rese inseparabili nella vita come nella morte.


TRACCE DI LETTURA

Ai tuoi pensieri non dare riposo finché il riposo non nasca per te senza il riposo. Lasciali morti, vivendo nelle cose di Dio. Infinito è Dio. Non vi è misura a un saggio che sta nella sua cella. La misura di un sapiente che sta nella sua cella è il Signore.
(Paolo di Tamma, Epistola 3, 44 e 47)

Stando nella tua cella, figlio mio, non essere come gli ipocriti. Non affaticarti a pregare, e sarai udito. Stando nel dolore, attendi la quiete.
(Paolo di Tamma, Opera senza titolo 102-104)


PREGHIERA

O Giuseppe, capo dei sacerdoti
della grande città di Alessandria,
puro nella tua continenza
e rivestito di vera umiltà,
nei giorni del tuo patriarcato
toccò questa grande grazia
a noi indegni:
la venuta verso di noi
dei nostri padri crociferi,
abba Bishoi e abba Paolo,
gli astri luminosi.
Essi divennero per noi
due porti di salvezza,
e illuminarono le nostre anime.
Salute,
o nostro padre Bishoi il giusto,
salute, o nostro padre Paolo,
amato da Cristo.
Chiedete al Signore per noi,
o nostri padri che amate i vostri figli,
che ci rimetta i nostri peccati.


LETTURE BIBLICHE
1Cor 3,4-23; 1P 5,5-14; At 18,24-19,6; Lc 16,1-12


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Ignazio (+ 115 ca), vescovo di Antiochia, martire

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (7 bābah/ṭeqemt):

Paolo di Tamma, monaco, «sette volte suicida per amore di Dio» (Chiesa copto-ortodossa)
Ciriaco di Gerusalemme e sua madre Anna (+ 361 ca), martiri (Chiesa coptocattolica)
Pantaleone (Panṭalēwon; V-VI sec.), monaco (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Ignazio, vescovo e martire in Asia Minore
Nicholas Ridley (+ 1555), vescovo e testimone fino al sangue in Inghilterra

MARONITI:
Cosma e Damiano (+ 303 ca), martiri
Margherita Maria Alacoque (+ 1690), vergine

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Osea (VIII sec. a.C.), profeta
Andrea di Crisis (+ 767), osiomartire
Sinassi dei santi di Kazan (festa che cade la domenica successiva al 4 ottobre del calendario giuliano)
Ritrovamento delle reliquie di Guria, arcivescovo di Kazan, e di Barsanufio, vescovo di Tver (1595) (Chiesa russa)
Stefano Stiljanović (XVI sec.), principe, e sua moglie Elisabetta, monaca (Chiesa serba)
Eudemos I Diasamidze (XVI-XVII sec.), patriarca (Chiesa georgiana)

VETEROCATTOLICI:
Ignazio di Antiochia, vescovo e martire