Nel presente si gioca il futuro
11 marzo 2025
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,1-12 (Lezionario di Bose)
In quel tempo 1vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.
Con le beatitudini siamo al cuore del Vangelo. Questo testo può suscitare in noi un disagio e una forte attrazione per la sua stessa paradossalità. L’insegnamento di Cristo non riecheggia forse la sua vita, invitandoci a contemplare il Cristo crocifisso e risorto?
L’evangelista Matteo presenta l’insegnamento di Gesù come l’Insegnamento per eccellenza. Infatti, è posto all’inizio del Vangelo e Gesù lo pronuncia su di un monte. Conosciamo l’importanza dei monti nella Bibbia: il monte Sinai con il dono dell’insegnamento, la Torà, il monte delle tentazioni, della trasfigurazione, del Golgota. I monti sono dei luoghi simbolici e di rivelazione. Qui tocchiamo la vetta dell’insegnamento di Gesù che prenderà forma e si incarnerà nella sua parabola di vita.
“Beati … beati…” Nove volte ripetuto. La vita alla sequela del Signore è una promessa di felicità. Ma quale felicità? Non quella del mondo, nemmeno quella che sogniamo forse: una vita senza prove, dove ogni nostro desiderio potrebbe essere esaudito. Questa non è la vita reale. Gesù testimonia di essere aderente alla realtà, affrontando le prove, le tentazioni e persino la morte ingiusta da giovane. Allora dove sono la beatitudine e la felicità?
Bisogna, cambiare il nostro sguardo. Come lui ha fatto, guardare attraverso il prisma del Regno di Dio, dove le cose nascoste sono ad un tratto rivelate, dove l’invisibile diventa visibile. Le beatitudini sono come una finestra aperta sulla realtà del Regno di Dio. Gesù è stato capace di discernere la beatitudine dell’amore in chi piange la perdita della persona amata, straziato da un lutto. Un amore che non è perso nel Regno di Dio, ma che sarà consolato e troverà tutto il suo senso e la sua pienezza.
Siamo spesso incapaci di vedere una beatitudine nelle situazioni della vita che ci sono contrarie e che ci fanno soffrire, eppure niente di quello che sembra inutile, se vissuto per il Regno di Dio è perduto. La vedova, che getta nel tesoro del tempio “tutto quello che aveva per vivere” (Mc 12,44), tutta la sua vita, insignificante agli occhi mondani, è vista da Gesù come colei che ha dato più di tutti!
“Beato,” nell’Antico Testamento in ebraico ha un senso dinamico. Non si tratta di uno stato fisso, immobile; si tratta di un cammino, di una nostra partecipazione attiva per lasciarci raggiungere dall'altezza e profondità dell’amore di Dio attraverso le traversie della nostra vita, tenendo gli occhi fissi su Cristo e sul nostro prossimo.
Come il nostro Signore, siamo chiamati nella mitezza e nella povertà di cuore a essere dei cercatori di pace e di giustizia, a sopportare le persecuzioni al nome di Cristo e testimoniare della sua presenza in queste condizioni. Come discepoli, riflettiamo la luce beata della beatitudine che Cristo, nella sua relazione al Padre ha vissuto perché la potessimo vivere anche noi.
La prima e l’ottava beatitudine sono al presente, le altre sono al futuro. È dunque il presente che fa da quadro. Questo per ricordarci che è nel presente che si gioca il futuro. Le beatitudini non sono una fuga per la consolazione di un mondo futuro, le loro radici sono nel presente. È qui e ora che scegliamo di seguire Gesù e il suo insegnamento.
Sorella Sylvie