7 marzo 2025
Oggi è il primo venerdì di quaresima, il vangelo ci parla di digiuno e si apre con una contrapposizione, un mettere a confronto due modalità diverse, chi digiuna e chi mangia. Come sempre il confronto e i paragoni sono sterili perché spesso le condizioni delle situazioni sono diverse, come Gesù cerca di far prendere coscienza ai farisei e agli scribi: i suoi discepoli, a differenza di quelli di Giovanni Battista, non digiunano “perché lo sposo è con loro”. La presenza dello sposo, di Gesù, annulla il digiuno. La presenza dello sposo porta gioia e cibo condiviso.
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“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28).
Mio Signore, vedo l’immensa massa di coloro che sono oppressi dalla sofferenza, li vedo tendere le braccia verso di te, trascinarsi, levarsi, cercare di arrivare fino a te, brancolanti, incerti. Tu li attiri senza che loro ti conoscano. In te, intuiscono di aver trovato colui che li guarisce, che li consola, che li perdona.
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6 marzo 2025
Una delle domande che attraversano in maniera più profonda la nostra umanità riguarda il male e la sua origine, o ancor più concretamente il senso e il significato della sofferenza. Ma la pagina odierna dell’evangelo può aiutarci proprio perché non ci narra della comprensione filosofica del problema del male, ma solo del fatto che Gesù è arrivato a comprendere che il male non si può eludere.
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