Rimanete nel mio amore

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14 maggio 2026

Oggi la liturgia ci invita a fare memoria dell'apostolo Mattia, associato agli undici apostoli, scelto dallo Spirito santo "per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato" (At 1,25), scelto tra i "testimoni" della Resurrezione del Signore Gesù, scelto per “rimanere nel suo amore”.

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Scavare nell’assenza

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13 maggio 2026

È una pagina del vangelo che ci riguarda da vicino. La partenza, la separazione connotano il vivere umano. Nell’arco della nostra esistenza dobbiamo fare i conti con il distacco da persone amate, perché muoiono o se ne vanno via. Conosciamo altre “perdite” legate a scelte che compiamo, e con il tempo arriviamo a comprendere come alcuni distacchi siano in realtà vitali per creare nuovi rapporti di comunione.

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I chiaroscuri della fede

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12 maggio 2026

Il vangelo oggi ci parla di fede e di incredulità: i tanti segni di Gesù non sono sufficienti per arrivare a credere, e chi anche arriva a credere non lo manifesta apertamente per paura di essere giudicato e isolato. La nostra fede porta con sé anche una parte di non fede e di incredulità, dubbi, tentennamenti, paure che ci fanno vacillare. La fede attraversa chiaroscuri.

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Le opere rendono testimonianza

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11 maggio 2026

È noto che in Giovanni, a differenza degli altri evangeli, ci sono diversi viaggi di Gesù a Gerusalemme che l’autore fa coincidere con altrettante feste ebraiche. Tuttavia al di là della storicità dei fatti, che per gli evangelisti ha un peso diverso rispetto alla nostra sensibilità, l’architettura giovannea fa corrispondere la rivelazione di Gesù con il senso spirituale di ciascuna di queste feste ebraiche e soprattutto con le discussioni interne ed esterne alla comunità cristiana del tempo che li ha generati. 

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Porta, pastore o agnello?

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9 maggio 2026

Gesù Pastore. Ecco un’immagine che può ingannare l’uomo contemporaneo; non certo i pastori sardi, delle Alpi o delle terre africane o asiatiche, ma l’uomo della cosiddetta postmodernità, cittadino che ha spesso un’idea sbagliata della vita pastorale (non di quella parrocchiale, ma di quella contadina), in parte sotto l’influsso di un’arte dolciastra che voleva un Cristo con occhi blu e capelli biondi e lunghi, portando sulle spalle una pecora di un bianco immacolato.

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Con gli occhi della fede

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8 maggio 2026

Il cieco è guarito senza aver chiesto nulla: è Gesù che lo vede passando e prende l’iniziativa. Questo porta il cieco alla consapevolezza di avere davanti un profeta. Tutto ciò delinea l'esperienza cristiana non come il luogo del primato del valore, né dell'idea, ma della grazia, dell'esperienza di Dio.

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