Tra la beatitudine e la rovina

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7 marzo 2026

“La sua rovina fu grande”. È sconcertante che si concluda così il primo grande insegnamento di Gesù. Il cosiddetto “discorso della montagna” si era aperto con la beatitudine, ora si chiude con la rovina, proprio come il Salmo 1, la grande ouverture di tutto il salterio: “Beato l’uomo” – canta nel suo primo versetto – “la via dei malvagi va in rovina” – sentenzia alla fine.  

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Una spina nel fianco

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6 marzo 2026

Noi da sempre troviamo il modo di aggirare l’insegnamento di Gesù contenuto nel discorso della montagna (cf. Mt 5-7). Lo riduciamo a un codice di condotta morale, se va bene. Per eletti, non per tutti: è troppo utopico e irrealistico! “Magna charta del Nuovo Testamento” può diventare uno slogan ad effetto che non dice più nulla.

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Chiedere che cosa

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5 marzo 2026

La pagina evangelica viene a noi, si rivolge alla nostra attenzione, suscita in noi interrogativi che danno da pensare. Pagina che per ottenere il suo scopo, l’illuminazione, chiede fiducia in chi parla, Gesù, chiede di credere a ciò che dice, la sua parola, il suo messaggio.

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Lascia o raddoppia?

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4 marzo 2026

Gesù ha proprio ragione: “A ciascun giorno basta la sua pena”! Pena che talvolta è un’inezia, buona per testare la nostra bravura nel generare una tempesta in un bicchiere d’acqua; talaltra (e per alcune persone fin troppo spesso) un peso che potrebbe schiacciarci. È in queste occasioni che ci facciamo un’idea della verità di un’altra affermazione del nostro Maestro: alla nostra vita non possiamo aggiungere, né togliere, un solo centimetro, un solo mese.

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Più ampio e luminoso

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3 marzo 2026

Due immagini: il tesoro, per il cuore, e la lampada, per l’occhio. Due detti riconducibili alla sapienza popolare, da collocarsi qui nella prospettiva del discorso della montagna che stiamo leggendo. Chiamati a “sovrabbondare” (cf. Mt 5,20), cerchiamo il “di più” evangelico che ci insegna a discernere ciò che non passa e ci fa trasparenti alla luce.

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