20 aprile 2026
Siamo di fronte al terzo “segno” che Gesù compie nelle pagine giovannee. Il primo segno avviene in sordina, sul retro di una sala ricevimenti a Cana di Galilea, vicino alle cucine o alla cantina, durante una festa di nozze. Lì Gesù apre le danze, dà inizio alla festa, celebra le nozze di due anonimi e con essi il sodalizio d’amore tra Dio e l’umanità, offrendo il vino buono dall’inizio alla fine (cf. Gv 2,1-11). Ancora a Cana Cristo fa fiorire la vita, proclamando a un funzionario alle dipendenze del re Erode Antipa: “Tuo figlio vive”. È il secondo segno (cf. Gv 4,46-54).
Continua la lettura
18 aprile 2026
Gesù, conclusa la sosta samaritana, riprende con i suoi discepoli il viaggio verso la Galilea, originato dall’ostilità nei suoi confronti da parte di appartenenti al gruppo farisaico di Gerusalemme (Gv 4,1-3). E’ la sorte che tocca ai profeti, Gesù ne è cosciente e non fa eccezione. La Galilea, terra etnicamente mista, lo accoglie favorevolmente a motivo di quanto da lui operato in Gerusalemme durante la festa di pasqua. In particolare la purificazione del Tempio, evento toccato con mano dai galilei arrivati a Gerusalemme per la festa.
Continua la lettura
17 aprile 2026
La pericope si apre con un’espressione inattesa: “intanto” o “nel frattempo”: due parole adatte a episodi e intere fasi delle nostre vite, tante volte spese nell’attesa incerta di chi sa che una fase si è chiusa ma non vede ancora i segni della successiva. Vedere o non vedere, in effetti, è qualcosa che gioca un ruolo fondamentale nelle nostre vicende – e anche nel nostro brano come, appunto, vedremo.
Continua la lettura