Autorità come servizio

Abbiamo bisogno di diventare leader umili, che si mettono al servizio degli altri per aiutarli a crescere in conoscenza, sapienza, libertà e responsabilità, così che possano diventare, nel profondo del loro essere, maggiormente umani. Quando amiamo le persone, le liberiamo. Per essere buoni leader, dobbiamo anche essere preparati ad abbandonare la nostra posizione di autorità e lasciare che gli altri continuino a svolgere il ruolo di leadership al momento giusto. Per esercitare una “buona autorità” occorre diventare uomini di pace.
Profeti di pace sono quelli che nella loro persona e nei loro atteggiamenti non suscitano paura, ma aprono il cuore delle persone alla comprensione e alla misericordia. Sono quelli che nella loro debolezza gridano il loro bisogno di entrare in relazione. In qualche modo misterioso essi stanno demolendo le barriere della paura nei nostri cuori. Che cosa accade quando cominciamo a prestare attenzione ai deboli? Cominciamo ad accettare la nostra personale debolezza. Scopriamo che ci sono tantissime cose che non possiamo fare, che abbiamo bisogno degli altri! Quando scopriamo la nostra vulnerabilità e fragilità, è allora che cominciamo a uscir fuori da dietro le barriere che innalziamo attorno al nostro cuore per la nostra protezione.
Diventiamo profeti di pace quando scopriamo la nostra debolezza. Qui stiamo per toccare un mistero. La pace non viene dalla superiorità e dal potere. Viene dalla potenza della vita che scaturisce dalla parte più profonda, più vulnerabile del nostro essere, una potenza di vita tenera e forte, che è dentro di voi e di me.

Da “Trovare la pace” di Jean Vanier, ed. Messaggero di Padova 2004

Il centro di ogni comunità cristiana

In ogni gruppo umano c’è un campo di tensioni fatto di desideri e di ambizioni che s’incrociano, spesso entrano in conflitto, ma devono cercare di armonizzarsi. Nei casi migliori, queste tensioni si risolvono nella persona del leader,  che crea l’unità e l’armonia. Ogni gruppo è così strutturato gerarchicamente, guarda verso l’alto, verso la cima e si aggrappa al leader, che è emanazione e simbolo del gruppo. Evidentemente  questo vale anche, entro certi limiti, per le comunità secondo l’evangelo. E tuttavia… in una comunità secondo l’evangelo entra in gioco un’altra dinamica, perché qui la piramide è capovolta. Il centro di gravità, il punto focale, è il punto più basso, è il piccolo, il debole. Non si sta con gli occhi puntati sul leader, ma ciascuno, leader compreso, si prende cura del più debole e porta insieme agli altri il più debole. Il capo è colui che può meglio vegliare sui più deboli.

A. Louf, “{link_prodotto:id=309}”, edizioni Qiqajon, Magnano 2001

 

La carità fraterna

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Come base e nerbo della vita comune secondo il vangelo è la carità fraterna. La comunione alla vita di Dio è la sola fonte di un amore reciproco. La forza la si trae dall’essere partecipi di un appello comune.
La vita comune è sopra ogni altra cosa il terreno dove affonda le sue radici la nostra carità...

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