Itaca

Quando esci per intraprendere il viaggio verso Itaca,
prega che sia lunga la via,
colma d’avventure, colma di conoscenze.
I Lestrigoni e i Ciclopi,
l’irato Positone, non temere!
Costoro per la tua via mai tu troverai,
se resta il tuo pensiero alto, se nobile
emozione s’avvicina al tuo spirito e al corpo.
I Lestrigoni e i Ciclopi
il selvaggio Positone, non incontrerai,
se non li porti dentro, nella tua anima,
se la tua anima non li rizza davanti a te.

Prega che sia lunga la via.
Molti siano i mattini d’estate
in cui – con quale felicità, con quale gioia! –
entrerai in porti che vedi per la prima volta;
sosta negli empori fenici,
e i bei prodotti acquista,
madreperle e coralli, ambre ed ebani,
e voluttuosi profumi d’ogni sorta,
quanto più puoi, abbondanti voluttuosi profumi;
in molte città egiziane va’,
impara e impara dai sapienti.

Sempre nel tuo animo abbi Itaca.
L’approdo, lì è la tua destinazione.
Ma non affrettare assolutamente il viaggio.
È meglio che duri molti anni;
e già vecchio attracchi all’isola,
ricco di tutto ciò che hai guadagnato per via,
senza contare sulla ricchezza che Itaca ti darà.

Itaca ti diede il bel viaggio.
Senza di essa non saresti uscito per via.
Ma non ha da darti altro.

Se anche la trovi povera, Itaca non ti ha ingannato.
Essendo diventato tu così sapiente, con sì grande esperienza;
non foss’altro perché ora sai cosa sono le Itache.

Constantinos Kavafis 

Viaggiatori

L’indeterminatezza
ci rende elusivi come dèi.

La strada è il faticoso trionfo
dell’humus, dell’uomo
impastato con l’alito
che fa lievitare il suo fango.

Alessandro Ramberti 

La missione dei dodici (Marco 6,6-30)

Gli inviati di Gesù non portano con sé beni materiali. Si sono messi i sandali, hanno preso il bastone che permette loro di camminare su ogni strada (vale a dire in luoghi di facile o difficile accesso). Non hanno però pane né denaro: non sono dipendenti retribuiti da un’istituzione, non sono operai che appartengono a un’impresa … Vanno con poco bagaglio: semplicemente con ciò che hanno indosso. In tal modo possono essere testimoni di un regno che è grazie, dono di Dio che non si può mai comprare, vendere o meritare. Proprio la povertà li rende solidali con gli altri nel senso più radicale della parola: non possono pagare un albergo o comprare una casa. Devono chiedere ospitalità, rimettendosi così nelle mani di coloro che vorranno riceverli. La stessa autorità del regno … li rende dipendenti dagli uomini: così vanno alla mercé dell’ospitalità degli altri, come segno intenso del fatto che credono nella forza del Signore che li manda e li accompagna in modo misterioso sul loro cammino … Questi inviati di Gesù sono missionari con il segno della loro vita povera. Prima di offrire, di dare qualcosa agli altri, cominciano con il ricevere: si mettono nelle mani degli uomini e delle donne del posto, in atteggiamento di intensa piccolezza, di somma povertà. Soltanto in questo modo … si presentano - e sono - testimoni del regno di Dio che guarendoli li trasforma (Xavier Pikaza, Il vangelo di Marco, Borla Roma 1996).

Chiesa straniera

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"Stranieri e pellegrini” (Prima Lettera di Pietro 2,11): così il Nuovo Testamento definisce i cristiani. Possiamo tranquillamente affermare che questo principio ispiratore dello stare dei cristiani nel mondo e nella storia è stato dimenticato nei secoli della cristianità, intesa come “istituzionalizzazione della simbiosi tra la fede cristiana e una cultura determinata...

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Il viaggio più radicale

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La storia racconta di un viaggio da Gerusalemme a Gerico ... Il termine che Luca  usa per “viaggio” è lo stesso termine che usa per indicare la fede cristiana, la “via”. La parabola è un viaggio che trasforma la nostra comprensione di Dio e dell’umanità. il dottore della legge chiede: “Chi è il mio prossimo?”. Alla fine della storia Gesù gli pone una domanda diversa...

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