19 giugno 2026
Il vangelo proclamato oggi, nella memoria di san Romualdo, ci conduce al cuore della rivelazione cristiana. Gesù non comunica semplicemente un insegnamento, ma svela il modo sorprendente con cui Dio si lascia conoscere. Tutto nasce da una gioia profonda: “Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo” (v. 21). È uno dei rari momenti in cui il vangelo ci apre all'interiorità di Cristo, la cui lode sgorga dal vedere compiersi il progetto del Padre: “Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (v. 21).
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18 giugno 2026
La “parte buona” non è facile da individuare, può sembrare di immediata evidenza ma se ci fermiamo e sostiamo un momento ci accorgiamo che non è così.
“Betania, è casa di amicizie. L’evangelo non la descrive, forse vorremmo conoscerne spazi, pareti, lampade, stuoie. Gesù conosceva tutto di quella casa, la cercava, lì respirava, accolto da Marta, Maria e Lazzaro. Accolto per tutto quello che era, nella sua condizione di Messia, figlio di Dio, ma anche nella sua pienezza di umanità” (don Angelo Casati).
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17 giugno 2026
All’origine vi è innanzitutto un’impossibilità all’incontro, un ostacolo che si frappone, una distanza che separa: “E non potevano incontrarlo” (v. 19). Colpisce e interroga questa lontananza mostrata da parte di chi sembrerebbe il più vicino in forza di un legame di prossimità che dovrebbe unire le persone più familiari. Per tre volte nel testo si ribadisce il vincolo di parentela, insistendo sugli aggettivi possessivi, che denotano una progressione nella vicinanza: “sua madre e i suoi fratelli” (v. 19), “tua madre e i tuoi fratelli” (v. 20), “mia madre e i miei fratelli” (v. 21).
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