15 gennaio 2026
Gesù percorre la Galilea annunciando l’evangelo e scacciando i demoni. Avviene l’incontro con un uomo lebbroso. Secondo la Legge il lebbroso era considerato come un morto, escluso dalla comunione con il popolo di Dio, da ogni vita sociale e religiosa, doveva denunciare la sua impurità e stare lontano da tutti, in luoghi deserti. Una vita chiusa, finita. La guarigione di un lebbroso era ritenuta improbabile quanto la resurrezione di un morto.
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14 gennaio 2026
Il predicare il vangelo di Gesù, meglio, la sua quotidianità, si colloca fin dall’inizio in un vivere “in compagnia” con i primi discepoli e non da solo, un andare con loro e non tanto un “trascinarli” dietro a sé, mostrando una grande capacità di ascolto e di vita di relazione.
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13 gennaio 2026
Con il ritorno nel “tempo ordinario”, dopo l’Avvento e il tempo di Natale, leggiamo i primi capitoli dell’evangelo secondo Marco. Ma il tempo ordinario è postosotto il segno del nostro battesimo, come indicava l’Evangelo che abbiamo letto domenica, il quale, ricordando il battesimo di Gesù, ci rimandava anche al nostro proprio battesimo: l’evento straordinario che occorre vivere pienamente e ogni giorno nel tempo ordinario.
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12 gennaio 2026
È un Gesù intensamente amato dal Padre e già profondamente provato dal male quello che, nella pericope odierna, percorre le strade della Galilea e dice: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo”.
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